Come aprire un’attività commerciale

Rispetto al passato, intraprendere oggi un’attività commerciale in proprio risulta essere molto più semplice. Infatti, l’iter burocratico si è snellito parecchio e, inoltre, sono disponibili diverse iniziative o strumenti normativi che agevolano l’avvio e lo svolgimento di questo tipo di attività per gli interessati. Molto utile, a questo proposito, sono diversi siti internet, tra cui http://finanziamentipergiovani.it/partita-iva-comunitaria.html, dove si possono reperire informazioni, soprattutto per coloro che intendono svolgere attività in ambito comunitario.

Tuttavia, un’attività commerciale può essere intesa sia come possibilità di effettuare scambi di merci o servizi con altri soggetti, dai singoli imprenditori alle società, e sia come il semplice avvio di un negozio in una qualsiasi località. In quest’ultimo caso, sono diversi i passi da compiere prima di poter vedere aperto un proprio locale e magari lanciarsi in questo ambito. Cerchiamo di capire, in sintesi, quali sono i passaggi essenziali necessari.

Requisiti e licenze comunali

La richiesta della vecchia e tradizionale licenza non è più un obbligo, tranne se si intende avviare una tabaccheria. Tuttavia, restano ancora da richiedere, in alcuni casi limitati, delle autorizzazioni all’ufficio comunale competente. Infatti, se la metratura del locale supera i 150 mq in cittadine con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti ed i 250 mq per quelle con un numero maggiore di questi, allora si deve comunicare l’apertura dell’attività e dichiararne il rispetto della normativa vigente, attraverso la cosidetta SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Nel caso in cui, invece, non si superino tali dimensioni, si deve solo richiedere una semplice autorizzazione. Se non si ottiene risposta dagli uffici competenti entro 90 giorni dalla richiesta, si può comunque avviare l’attività, grazie alla regola del “silenzio-assenso”. Alcune limitazioni a livello comunale, poi, vi possono essere in base all’attività da intraprendere, in quanto i locali di alcune tipologie di queste devono essere dislocati ad una certa distanza gli uni dagli altri.

Requisiti sanitari e corsi obbligatori

L’avvio di un’attività commerciale richiede anche la conformità sanitaria e l’agibilità della struttura stessa. Infatti, l’Asl locale dovrà verificare, ad esempio, la presenza e la corretta realizzazione dei servizi igienici, di misure antincendio e, in generale, di tutto ciò che può riguardare la salute dei dipendenti e la sicurezza dell’ambiente di lavoro. Ulteriori adempimenti sono naturalmente l’iscrizione all’Inps e all’Inail e aprire, nel caso, una partita Iva.

A tutto ciò si deve aggiungere, per coloro che hanno intenzione di avviare un bar, ristorante o un albergo, l’iscrizione al Rec (Registro Esercenti di Commercio) e il dover frequentare un corso Sab organizzato da una Camera di Commercio, che fornisce preziose informazioni e regole su come mantenere una corretta igiene e sicurezza degli alimenti conservati ed utilizzati. Quest’ultimo corso, tuttavia, può essere evitato nel caso si è lavorato, nell’ultimo quinquennio, almeno tre anni in un’attività di vendita o di produzione di tipo alimentare.