Il microcredito per le PMI: cos’è e come vi si accede

Sempre più aziende attraversano periodi di difficoltà a causa della globale crisi economica che sta vivendo il nostro paese. Per fare fronte a tutto ciò, per sostenere gli investimenti, dare vita ad iniziative imprenditoriali più solide e rivolgersi ai mercati nazionali e stranieri, esiste la possibilità di rivolgersi al microcredito per le PMI (piccole e medie imprese). Lo scorso 18 marzo 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato uno specifico decreto con i requisiti e le istruzioni operative per accedere allo specifico Fondo di Garanzia. Vediamo di cosa si tratta.

Microcredito PMI

Il microcredito prevede l’erogazione di prestiti (ammontare medio in Europa di circa 10.000 euro e massimo 25.000 euro) finalizzati all’avviamento o al potenziamento di un’attività di lavoro autonomo, di microimpresa (in forma individuale), di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa; in altre parole, il microcredito si prefigge di favorire nuove collocazioni all’interno del mercato del lavoro. È visto come un utile strumento di lotta alla povertà e all’esclusione finanziaria, in quanto concede prestiti ad individui che non riescono ad ottenerli dal sistema bancario tradizionale perché non in possesso delle garanzie di reddito e di patrimonio sufficienti.

Il Fondo di Garanzia ad esso collegato non offre sostegno economico, bensì garanzie verso il finanziatore dell’impresa: diventa quindi garante pubblico nella richiesta di finanziamento.
I soggetti che possono beneficiare Microcredito del Fondo di Garanzia sono le piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale, economicamente sane e appartenenti a qualsiasi settore (agricoltura, caccia, silvicoltura, pesca, piscicoltura e servizi connessi; estrazione di minerali; attività manifatturiere; produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua; costruzioni; commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa; alberghi e ristoranti; trasporti, magazzinaggio e comunicazioni; attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali ed imprenditoriali; istruzione; sanità e altri servizi sociali; altri servizi pubblici, sociali e personali) ad esclusione dei settori ritenuti sensibili dall’Unione Europea oltre che i consorzi e le società consortili.

I requisiti e le condizioni richiesti per accedere al microcredito in linea generale sono:

  • avere aperto la partita Iva da meno di 5 anni ed essere operativi;
  • avere un massimo di 5 dipendenti se lavoratori autonomi o ditte; o un massimo di 10 dipendente in caso di società il massimo;
  • avere un attivo di stato patrimoniale inferiore ai 300 mila euro da almeno tre esercizi annuali;
  • avere ricavi delle vendite e delle prestazioni non superiori a 200 mila euro;
  • avere debiti inferiori ai 100 mila euro.

Sono quindi esclusi da questo tipo di finanziamenti i seguenti soggetti:

  • lavoratori autonomi o imprese titolari di partita IVA da più di cinque anni;
  • lavoratori autonomi o imprese individuali con un numero di dipendenti superiore alle 5 unità;
  • società di persone, s.r.l. semplificata o società cooperative con un numero di dipendenti non soci superiore alle 10 unità;
  • società con un indebitamento superiore a 100 mila euro.

La garanzia copre al massimo l’80% dell’investimento e con i soldi ottenuti in prestito è consentito: acquistare beni, materie prime, prestazioni di servizi; pagare i canoni di affitto o le operazioni di leasing; pagare le polizze assicurative; remunerare i dipendenti o i soci lavoratori; pagare corsi di formazione professionale anche di natura universitaria o post-universitaria.
Più in generale, si parla di microfinanza quando, oltre al prestito, sono forniti altri strumenti finanziari di base (fondi di risparmio mutualistici, fondi assicurativi, contratti di leasing per l’acquisto di attrezzature e veicoli). Segnaliamo infine che il Fondo di Garanzia non riceve solo la domanda di finanziamento, ma partecipa all’attività dell’impresa o del lavoratore autonomo dalla fase di stesura del business plan allo sviluppo dell’attività, e propone servizi di accompagnamento, tutoraggio, formazione ed educazione finanziaria, che accrescono l’efficacia dell’intervento di microfinanza.