Prestito con cessione del quinto della pensione

Il prestito con cessione del quinto non è un’opzione valida solo per chi percepisce uno stipendio, ma anche per chi riscuote una pensione. Vediamo quindi di capire come muoverci per ottenere un prestito con cessione del quinto della pensione, quali documenti produrre e come calcolare il massimo cedibile.

cessione quinto

Come prima cosa è necessario entrare in possesso della comunicazione di cedibilità della pensione. Presso una qualsiasi delle sedi INPS e non solo quella di riferimento del pensionato residente, ci si deve far consegnare il documento che certifica che non ci sono altri prestiti che gravano sul quinto cedibile della pensione. Al contempo, questo documento fa un calcolo della parte cedibile della pensione stessa.

Secondo la legge, infatti, il quinto della pensione può essere impegnato a fronte di un prestito solo a patto che la pensione decurtata del 1/5 non risulti inferiore dei minimi pensionistici stabiliti per legge. Nel momento in cui scriviamo questo articolo i minimi sono fissati a 502,38€, cifra che dovremo tenere come riferimento per il calcolo presentato qui di seguito.

Ipotizziamo di essere titolari di una pensione di 612,00€. Il quinto da cedere sarebbe 122,40€. Sottraiamo 122,40 a 612,00 e avremo 489,60€. Questa è una cifra inferiore alla minima, quindi non potremmo impegnare il quinto della nostra pensione. In questo caso dovremmo calcolare la pensione percepita (612,00€) e sottrarre a questa il minimo di legge (502,38€). Otterremmo così 109,62€,  l’importo che potremmo cedere a fronte del prestito.

Vediamo ora quali sono i soggetti che offrono prestiti a fronte del quinto della pensione. In pratica tutti gli istituti di credito, le banche e le Poste hanno dei prodotti studiati proprio per coloro che desiderano un prestito al consumo a fronte del quinto dell’assegno di pensione. È quindi consigliabile rivolgersi alla propria banca e informarsi delle condizioni offerte.

Sottolineiamo, infine, che i prestiti con cessione della pensione sono vincolati ad una normativa che tutela il pensionato, stimato soggetto debole: il tasso di interesse applicato non può essere più alto del tasso soglia anti-usura e il contratto deve riportare esplicitamente le spese di istruttoria della pratica e tutti gli altri oneri accessori.